Dall’Internet of Things all’Internet of Beings

Dall'Internet of Things all’Internet of Beings - IlluminoTronica

L’Internet of Things è ormai parte delle nostre vite a tutti gli effetti. Si stima che gli oggetti connessi – solo in Italia – superino oggi i 5 milioni. Ma ci sono altri scenari in espansione che potrebbero portare ad una vera rivoluzione.

In particolare, la nuova frontiera dell’Internet of Things è l’Internet of Beings (IoB) – l’Internet dell’essere umano – che entra nel corpo per prendere informazioni o dare istruzioni a dispositivi vitali, ad esempio un pacemaker o una capsula, per adeguare il suo funzionamento al nostro istantaneo stato di salute.

I vantaggi dell’Internet of Beings

Grazie all’Internet of Beings risorse che prima erano esterne (un pezzo di ospedale, di laboratorio, di ente di ricerca), verranno spostate direttamente nel corpo umano.

La rete permetterà, ad esempio, di studiare in tempo reale l’effetto della terapia proposta, o di rilevare e registrare direttamente dal corpo i sintomi.

Sarà inoltre possibile condurre uno studio clinico su un numero inimmaginabile di soggetti e, soprattutto, mettere a disposizione questi dati a tutta la comunità tecnico scientifica.

Il sistema sanitario e assistenziale potrà – e di conseguenza dovrà – adeguarsi alle vere necessità della popolazione.

In questo modo si potranno collezionare una quantità enorme di dati, che potranno essere analizzati e distribuiti tra tutti gli attori, in modo da garantire non solo una migliore offerta sanitaria ed assistenziale, ma anche una miglior efficienza della spesa pubblica.

Il mondo sanitario, pubblico e privato, si trova nel pieno di una rivoluzione tecnologica offerta dalle tecniche, dalle pratiche e dalle soluzioni, proprie dell’industria dell’Information & Communication Technology.

Le sfide del futuro

Ma questa rivoluzione non riguarda solo la sanità, intreccia infatti temi di altrettanto rilievo: sicurezza personale ed informatica, privacy ed etica. Questi, se non affrontati adeguatamente dal sistema sanitario o, più in generale, dal servizio pubblico, potrebbero trasformarsi in problematiche importanti. Diventa quindi necessario saperli gestire affinché il progresso tecnologico sia al vero servizio del nostro futuro.

Bisogna quindi superare quel gap tecnologico: spingere il settore sanitario, da sempre abituato a gestire apparecchi di laboratorio a forte caratterizzazione clinica e per nulla abituato a ragionare con i big dell’informatica, all’innovazione tecnologica.

L’Internet of Beings significa vedere, nei prossimi anni, il sorgere di sensori, soluzioni tecnologiche, wearable devices, sistemi di monitoraggio e controllo della nostra salute e dei nostri stili di vita, capaci di inviarci in tempo reale informazioni utili.

Già adesso troviamo su tutto il territorio nazionale esempi di eccellente innovazione con l’utilizzo di sistemi di machine learning, deep learning e intelligenza artificiale, o la nascita delle prime reti di monitoraggio per malattie croniche o sperimentazioni di piccoli villaggi adatti a malati di Alzheimer.

L’obiettivo verso il quale ci stiamo dirigendo è rappresentato da una convergenza tra telecomunicazioni, informatica, fisica e biologia, che apre prospettive rivoluzionari. Senza questa convergenza, e senza l’utilizzo di tutte le tecnologie offerte, i sistemi sanitari non riusciranno ad affrontare adeguatamente l’aumento inesorabile del numero di persone anziane ed affette da patologie croniche.

Le organizzazioni medico-sanitarie dovranno quindi sfruttare le potenzialità che l’innovazione tecnologica offre, adeguando il loro modo di interagire da remoto con il pubblico e mostrandosi disposte a ricevere in tempo reale anche l’utente online.

Internet of Things, e Internet of Beings, saranno tra gli argomenti che discuteremo durante la prossima edizione di Illuminotronica, dal 12 al 14 Ottobre alla Fiera di Padova. Save the date!

Ti potrebbero interessare anche:

IoT: un mondo di oggetti

L’evoluzione dei dispositivi connessi

5G in arrivo, un aiuto per l’IoT e le smart city